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Investigazioni Civili e Penali




LE LESIONI TRAUMATICHE IN GENERALE






Definizione e distinzioni


Gli aspetti medico-legali più significativi


Le lesioni ad azione contusiva- Generalità


Le lesioni del tegumento


Le lesioni scheletriche o fratture


Le lesioni viscerali


I cosidetti grandi traumatismi - Generalità


Lesioni da esplosione


Lesioni da precipitazione


Lesioni da investimento (gli incidenti del traffico)


La guida in stato d’ebbrezza


Definizione e distinzioni


La trattatistica medico-legale osserva che il termine «trauma» ha assunto una significazione assai imprecisa, tant’è che viene definita «trauma» l’azione di agenti energetici diversi e profondamente distinti nei loro effetti di malattia sull’organismo (siano essi fisici o psichici, termici, elettrici o chimici). Va anche puntualizzato che per lesione traumatica s’intende la condizione di alterazione dello stato fisico o psichico della persona conseguente ad un trauma.


Nella dottrina medico-legale le lesioni traumatiche vengono comunemente distinte, in relazione alla diversa qualità dell’agente che le produsse, in:


- lesioni da azione contusiva (ossia dovute all’azione di un corpo contundente), in cui sono compresi i cd. grandi traumatismi (ossia quelli prodotti da esplosioni, precipitazioni, frane e crolli, e da investimento stradale, nonché le cd. lesioni da impalamento);



- lesioni da strumenti appuntiti;

- lesioni da strumenti taglienti;

- lesioni da punta e da taglio;

- lesioni da fendente;

- lesioni da armi da fuoco;

- lesioni da vibrazioni.



Gli aspetti medico-legali più significativi


La gravità, nel diritto penale, si valuta, com’è noto, in rapporto alla durata della malattia derivante dalla lesione ed alle altre eventuali conseguenze sull’integrità fisica e l’efficienza funzionale, considerate nell’art. 583 del codice penale (compromissione della capacità di attendere alle ordinarie occupazioni, eventuale alterazione permanente dell’aspetto del viso, eventuale pericolo di vita, ecc.); nell’ambito del diritto civile viene invece in primo piano l’elemento del danno, e cioè il pregiudizio patrimoniale determinato dal fatto lesivo alla vittima o ai suoi familiari.


A) A tale scopo si dovrà, quindi, anzitutto identificare il mezzo lesivo: ciò è importante in quanto consente di ricostruire in termini esatti il fatto anche in caso di lesività asserita come accidentale.


B) Ugualmente indispensabile è la conoscenza del modo di produzione delle lesioni. Ad esempio, per stabilire se si tratta di ferite autoinfertesi dal soggetto leso, o infertegli da altri (suicidio o omicidio), occorrerà tener conto di alcuni elementi circostanziali che possono essere molto indicativi:


a) il denudamento della parte corporea attinta (ad esempio del petto) deve orientare per il suicidio, e così il colpo arrecato previo sollevamento della mammella;


b) l’eventuale preesistente mutilazione del soggetto passivo, tale da rendergli impossibile la produzione di una determinata ferita o per sede, o per gravità o per le difficoltà del maneggio del mezzo lesivo, farà propendere invece per l’omicidio;

c) la scarsa quantità di sangue presente al suolo, incompatibile con le caratteristiche delle ferite della vittima, dovrà far pensare ad un tentativo di mimetizzare il trasporto del cadavere in quel luogo;


d) la distanza dal corpo del ferito, e dalla zona di possibile azione, del luogo in cui viene ritrovato il mezzo lesivo, egualmente farà ben dubitare dell’ipotesi del suicidio.


Si dovrà altresì tener conto:


1) della compatibilità della zona corporea attinta con l’eventuale mancinismo della vittima;

2) della direzione della traiettoria (o tramite) dei colpi;

3) della distribuzione sul corpo di eventuali spruzzi di sangue;

4) dell’entità, ossia delle dimensioni, della lesione, in rapporto alla forza del soggetto ferito;

5) di segni presenti sulle mani della vittima (di sangue, o di ferite tipiche da difesa);

6) dell’impossibilità o dell’improbabilità dell’impiego del mezzo lesivo usato da parte della vittima (uso di fendente, o di elettricità, o schiacciamento cranico con pietre);

7) di tracce che depongano per la vicinanza estrema dello sparo (come accade di norma in caso di suicidio);

8) della particolare faticosità, scomodità o dolorosità dell’azione di compimento del gesto lesivo qualora fosse stato compiuto dalla vittima (l’esperienza giudiziaria insegna che il suicida non ricerca posizioni scomode o difficili per eseguire il suo gesto, ma anzi assume le posizioni più normali e sicure rispetto al risultato che intende ottenere).


Alla luce di quanto esposto, appare opportuno proporre la raccomandazione che la polizia giudiziaria abbia ad avvicinarsi sempre allo «scenario del delitto» con intelligente spirito critico, e a disporsi di fronte al fatto con atteggiamento di accorta e giusta diffidenza; atteggiamento tanto più giustificato, se non doveroso, ove si consideri che sono gli agenti e gli ufficiali di p.g. che per primi tra gli inquirenti giungono sul cd. luogo del delitto ed entrano in contatto, non solo con quelli che sono stati protagonisti, ma anche con l’ambiente in cui il delitto stesso si è verificato.


Bene farà la polizia giudiziaria a guardarsi dalle stesse prime impressioni che il contatto immediato con il fatto può determinare ed a diffidare cautamente di quelle ricostruzioni della vicenda che l’apparenza della situazione, o la versione dei soggetti interessati, facciano sembrare troppo facili ed esatte; tenendo, in particolare, presente l’insegnamento della dottrina medico-legale secondo cui raramente si ha a che fare con traumatologie compatibili con una sola modalità di produzione dell’evento delittuoso su cui s’investiga.


C) L’accertamento in ordine all’epoca o al momento di produzione delle lesioni traumatiche «singole» e di quelle multiple esige un approfondimento medico-legale non facile, che verterà sulla presenza e sul grado di evoluzione dei cd. processi riparativi (ossia di risoluzione in senso lato) in atto; particolarmente interessanti sono, a riguardo, le indagini circa la cicatrice (per la quale il perito terrà conto, fra l’altro, del colore e del grado di retrazione della stessa) e l’ecchimosi (se ne considererà l’estensione ed il colore).


D) L’indagine, in caso di lesioni traumatiche multiple, circa il modo ed i tempi in cui si sono succedute è molto spesso difficile e non di rado si riconnette agli accertamenti relativi all’efficacia letale delle singole lesioni. Trattasi di accertamento che mira soprattutto a ricostruire l’episodio nelle sue varie fasi ed a controllare le versioni di eventuali testimoni e le tesi difensive dei sospettati.


E) L’identificazione delle lesioni inferte in vita (premortali) rispetto a quelle arrecate dopo la morte (post-mortali) rappresenta anch’essa un’indagine di particolare delicatezza, e nel contempo di evidente importanza giudiziaria: si consideri il caso di chi per errore ritenga di sparare contro una persona vivente laddove la stessa è già deceduta, o il caso in cui si tenti di far passare per suicidio un omicidio, ad esempio sistemando il cadavere della vittima lungo la linea ferroviaria; o si pensi alle ferite da trascinamento di un cadavere da parte della corrente lungo il fondo di un fiume o contro gli scogli marini, o alla precipitazione spontanea o provocata di persona che sia già deceduta.Più difficile diventa il giudizio quando si tratti di lesioni procurate poco tempo prima della morte: in tali casi o quando fossero d’incerta interpretazione i segni esteriori dei fenomeni reattivi (come l’infiltrazione emorragica dei tessuti o la presenza di evidente reazione infiammatoria circostante), il medico legale ricorrerà ad indagini istologiche, istochimiche e biochimiche.


 

Le lesioni da azione contusiva

Generalità


Per azione contusiva s’intende l’impatto violento del corpo contro una superficie resistente, sia essa piana o ottusa (il cd. corpo contundente).


Le lesioni del tegumento


Le lesioni del tegumento (cute e sottocute) si distinguono in quattro tipi fondamentali: le reazioni, o irritazioni, cutanee; le ecchimosi; le escoriazioni; le ferite lacero-contuse.Le ecchimosi (cfr. foto n. 1) sono quelle che hanno maggiore interesse medico-legale. Esse sono costituite da infiltrazioni di sangue nei tessuti a seguito di rottura traumatica dei vasi sanguigni. Quando il sangue, anziché infiltrare i tessuti, forma raccolte voluminose, si parla di ematoma.


foto n. 1 - Ecchimosi di colore giallastro, conseguente ad azione lesiva risalente a 15 giorni circa.

 

Le escoriazioni (chiamate anche abrasioni, cfr. foto n. 2 e 3) consistono nell’asportazione dello strato più superficiale della cute, e sono dovute all’azione di sfregamento.



foto n.2 e 3- Escoriazione da incidente stradale


Le ferite lacero-contuse sono soluzioni di continuo della cute prodotte da violenza contusiva. Esse si producono con maggiore facilità quando lo strumento «vulnerante» abbia qualche spigolo oppure quando la regione colpita presenti, subito sotto la cute, un piano osseo.


Le lesioni scheletriche o fratture


Consistono nella discontinuazione (soluzione di continuo) di un osso o di una cartilagine per effetto della sollecitazione meccanica.


Esse si distinguono principalmente in fratture dirette o indirette (a seconda se vi sia corrispondenza tra il punto di applicazione della violenza contusiva ed il focolaio di frattura, o se questo si produca in una sede distante), chiuse (se la cute rimane integra ed il focolaio di frattura non comunica con l’esterno) o aperte o esposte (quando esse comunicano con l’esterno attraversale ferite), e complete o incomplete (a seconda se la frattura percorra l’intero osso o solo una parte di esso).


Le lesioni viscerali


Gli effetti delle azioni contusive possono infine esplicarsi a livello viscerale, in concomitanza o meno di lesioni del tegumento o scheletriche, cono rottura di diverse viscere (fegato, milza, ecc.)


I cosiddetti grandi traumatismi


Generalità


I «grandi traumatismi» rientrano, come tipologia, nella categoria delle lesioni da azione contusiva, ma per comodità se ne tratta separatamente

In effetti, essi sono caratterizzati dalla coesistenza di importanti e diffuse lesioni da azione contusiva, spesso associate a lesioni di tipo diverso, come da punta e da taglio; vi rientrano quelli prodotti dalle esplosioni, dalle frane e dai crolli, quelli da precipitazione e da investimento, nonché le cd. lesioni da impalamento.


Lesioni da esplosione


Le lesioni da esplosione sono provocate da brusche e violente espansioni di gas, determinate da rapidissime reazioni esotermiche di sostanze solide, liquide o gassose. I danni conseguenti alla persona consistono, specie in caso di vicinanza all’epicentro esplosivo, nello sfaldamento traumatico dell’intera impalcatura corporea o di sue parti, con riduzione in pezzi e dispersione di questi nell’ambiente, ed in ustioni. Lo spostamento d’aria può scagliare la vittima contro le strutture esistenti nel luogo, e questa può inoltre essere colpita e ferita da oggetti solidi proiettati dall’esplosione; si possono altresì verificare fenomeni di intossicazione a causa dei fumi e dei gas prodotti dall’esplosione.


Lesioni da precipitazione


Per precipitazione s’intende il passaggio, da un piano superiore ad uno inferiore, di una corpo abbandonato a se stesso, privo di sostegno o appoggio, sollecitato unicamente dalla forza di gravità o eventualmente da altra forza che alla prima si aggiunga.La violenza contusiva è data in questo caso dalla forza viva da cui il corpo è animato, la quale a sua volta è direttamente proporzionale al peso del corpo ed all’altezza da cui precipita: sicché i caratteri e la gravità delle lesioni sono determinati dalla stessa forza viva nonché dalle particolari condizioni che possono verificarsi al momento dell’urto (ad esempio, caratteristiche del terreno) e dagli ostacoli eventualmente incontrati dal corpo durante la caduta (cornicioni, ringhiere, ecc.)


Lesioni da investimento (gli incidenti del traffico)


Nell’ambito medico-legale viene lamentata l’eccessiva genericità del termine «investimento», che nel linguaggio comune viene usato indifferentemente per indicare sia la collisione tra un veicolo, condotto dall’uomo, ed una persona, sia la collisione di due veicoli o tra un veicolo ed un altro ostacolo, e la dottrina medico-legale tende a mantenere distinta la trattazione dei due fenomeni, tra loro per la verità diversi, dando ad essi le rispettive qualificazioni di «investimento» vero e proprio (veicolo contro persona) e di «scontro» (veicolo contro veicolo o altro ostacolo).



Le fasi dell'investimento



Le fasi dell'urto e del caricamento

 

La guida in stato d’ebbrezza


Le sintomatologie più evidenti dello stato di ebbrezza alcolica cui i verbalizzanti devono far riferimento, in caso d’incidente stradale, sono le seguenti:


- alito dall’odore caratteristico di alcool;

- movimenti grossolani;

- linguaggio pastoso, cioè con fonemi non nitidi;

- tono della voce tendente verso l’alto;

- sudorazione eccessiva;

- respirazione affannosa;

- ritmo del linguaggio non uniforme;

- disarmonia nei movimenti;

- difficoltà di equilibrio.




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